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Leggere che
... Passione XV Edizione - 2011-12 |
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“Letteratura, arte e tradizione. Immagini e parole per raccontare una storia” |
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Come di consueto la manifestazione ha previsto anche lo svolgimento del Concorso Artistico-Letterario che ha prodotto testi di vario tipo, seguendo la traccia:“Letteratura, arte e tradizione. Immagini e parole per raccontare una storia” |
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Il 1° Premio per la Sezione Giovani è andato a Elena D’Apuzzo 3A della Scuola Secondaria di 1° grado, poiché l’elaborato, dallo stile e dall’andamento fluido e preciso, è parso particolarmente espressivo nel suo rifarsi ad un fatto storico di cui ancora restano tracce nella memoria collettiva del paese. Il testo, con registro sorvegliato e curato nei dettagli, riesce a fare di un dramma universale, una storia personale, e viceversa. Sta proprio in questa capacità di identificazione e di oggettivazione la cifra più notevole e originale dello scritto.
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“In questi giorni leggevo sui giornali locali, che a Tramonti, precisamente in località valico, è stato ritrovato un ordigno esplosivo risalente alla II guerra Mondiale. Questa notizia mi ha fatto ripensare a un racconto, dove due nostri compaesani riuscirono a salvare due soldati tedeschi, feriti durante un conflitto a fuoco contro gli americani. Era il 1944, la guerra era quasi finita e gli americani sbarcarono sulle coste di Maiori, sotto il comando del generale Fox. Rimasero pochi soldati tedeschi, appostati sul Monte Cerreto e sul Valico di Chiunzi, che cercavano di ostacolare l’avanzata americana verso Napoli.Dopo quaranta giorni di conflitti, le truppe dell’esercito americano raggiunsero il Passo; i tedeschi che sopravvissero si dispersero per tutta Tramonti. In tutto il paese si sparse la voce che due soldati tedeschi, colpiti entrambi alle gambe, si siano rifugiati in un pagliaio a Capitignano. Così due giovani ragazzi, Cosimo Giordano e Carmine Mandara, che allora avevano circa ventisei anni, decisero di vedere la situazione in cui si trovavano i due soldati. Vedendo che quest’ultimi erano molto gravi, i coraggiosi ragazzi decisero di portarli a Pietre, dove la chiesa era diventata ospedale da campo per i feriti, sia americani e sia tedeschi. Carmine Mandara, che in quel periodo era ancora un seminarista, pensò che il metodo più pratico per trasportare i feriti potesse essere quello di utilizzare un carro che i commercianti del posto utilizzavano per il carico delle merci. Prima. Però, dovettero levare i soldati tutte le armi: fucili, bombe a mano, mine… così da “viaggiare” sicuri. Con un telo coprirono il carro, così che gli abitanti non potessero vedere i due soldati tedeschi, perché erano furibondi contro le armate tedesche, visto che quest’ultimi avevano ucciso molti tramontini. Riuscirono ad arrivare alla chiesa di Pietre, dove i soldati vennero curati e poi dati al corpo dei Carabinieri, che dopo venti giorni li rispedì in Patria. Questa storia mi è stata raccontata proprio da uno dei protagonisti, Carmine Mandara, nonché sacerdote della mia frazione, che nonostante abbia novantatre anni, mi ha descritto come anche Tramonti partecipò alla seconda guerra Mondiale!” |
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Al 2° posto si è classificata Giuseppina Pisacane, autrice di un testo particolarmente originale, soprattutto per l’impianto dialogico dosato bene in tutte le sfumature psicologiche dei due personaggi: la figlia curiosa e, insieme, sensibile alla”sua storia”, cioè alla storia della sua famiglia e di tutto un paese; il padre, con il suo argomentare pacato ma incisivo, che non lascia nulla di sottinteso e vuole, al contrario, che tutta la storia, con la s minuscola e maiuscola, sia rappresentata.
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“Tu, la tua storia, la tua cultura: conoscere per salvaguardare”. |
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Quest’anno si è tenuta anche la terza edizione del Concorso Fotografico il cui tema è stata la salvaguardia del patrimonio artistico locale e che ha avuto per titolo: I ragazzi saranno invitati a fotografare siti d’interesse storico-architettonico del territorio di Tramonti in stato di degrado che vanno tutelati e recuperati per salvaguardare l’identità di un territorio |
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I° posto ANTONIO E MARIO DE ROSA III A E I B Scuola Secondaria 1° grado
Ruderi in pietra situati al confine tra le frazioni di Ponte e Gete. A un’altitudine di circa 500 metri sul livello del mare edificato da contadini della zona agli inizi del secolo scorso, adibiti a case coloniali, con stalle e fienili, utilizzati nel dopoguerra come nascondigli da contrabbandieri di alcool e tabacco.
Della foto coglie innanzitutto la qualità dell’immagine: la luce ha un ruolo importante nel rilievo dei dettagli e nell’armonia cromatica. La scelta del casolare che domina la generosa valle tramontina, nel periodo autunnale, quando la natura è capace di offrire un paesaggio unico per i suoi colori è vincente. Colpisce la struttura architettonica del casolare, semplice, magari modificata nel tempo, ma custode delle caratteristiche strutturali tipiche della zona. Il premio è stato attribuito in ragione della capacità e della sensibilità di avere immortalato una struttura semplice ma ricca di fascino, nonché della forte volontà di tutelarne l’identità, oltre che la struttura, che sente propria.
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II POSTO: ex aequo VALENTINA SANTELIA E MARIAGRAZIA RUOCCO III C
Chiesa della S.S.
Trinità al Pendolo Questa Chiesa è dedicata alla S.S. Trinità ed era
venerato il culto di San Biagio. Edificata nel 500 la chiesa era sotto il
patronato delle famiglie Francese e Vitagliano. Accanto alla chiesa doveva
sorgere un ospedale dove venivano curati i malati della zona. Nei secoli la
chiesa ha subìto diversi danni a causa di alluvioni e terremoti. L’ultimo
crollo avvenne durante il sisma degli anni ’40 del secolo scorso. Fino a
sessanta anni fa, il 2 febbraio si celebrava la festa di San Biagio, proprio
davanti alla chiesa dove si svolgevano i giochi tipici del luogo e si
produceva anche il pane. Stando a quanto riportato dalle ricerche effettuate dai ragazzi era il parroco di Gete che celebrava messa nella piccola chiesa del Pendolo. Vista la scarsa partecipazione dei pochi abitanti della località decise di trasferire tutto nella chiesa di Gete, compresa la statua di San Biagio, sottratta nottetempo.
La foto, in perfetta attinenza al tema del concorso, senza dubbio evidenzia più di tutte lo stato di abbandono e di degrado in cui versa quello che nei secoli scorsi è stato un luogo di culto per la comunità locale. L’immagine significativa di quel che resta dell’antica chiesa usurpata da erbacce e rifiuti di ogni genere è una vera e propria denuncia all’indifferenza di chi è deputato a salvaguardare il nostro immenso patrimonio storico-artistico. Il premio è stato attribuito in ragione della capacità dell’autore di esprimere sensibilità verso la tutela e la salvaguardia del patrimonio storico-architettonico minore.
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II POSTO : ex equo GIORDANO ANNA DIAMANTE III C
Lo scatto, realizzato in una nuvolosa giornata autunnale ritrae un piccolo casolare abbandonato nei boschi di Cesarano. Il premio è stato attribuito in ragione dell’originalità del taglio prescelto nel ritrarre in maniera suggestiva una struttura abbandonata, già al servizio dei terreni, un tempo coltivati e fonte di ricchezza (l’unica) per le popolazioni locali. Ma del casolare, che casomai non avrà un importante valore artistico, colpisce senz’altro la sua collocazione, in un paesaggio magico, specie nel periodo autunnale. Ci pensa la natura, attraverso una pianta rampicante, oramai unica “proprietaria” del fabbricato a sostituire il tetto quasi del tutto crollato, le cui mura rimangono ancora solide, custodi della nobile tradizione agricola. Il premio è stato attribuito in ragione della capacità dell’autore di trasmettere emozioni esaltando la vocazione rurale del territorio.
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| Dal Giornalino Scolastico: | |||
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Nei giorni precedenti, insieme al nostro docente di Lettere, abbiamo ideato e realizzato alcuni striscioni e cartelli su cui abbiamo scritto con i colori ad acqua il titolo della manifestazione “Leggere che passione!!!” e lo slogan “L’ignoranza è una brutta bestia”. È stato molto divertente perché abbiamo potuto liberare tutta la nostra fantasia scegliendo i colori che preferivamo per dipingere le varie lettere e arricchendo gli striscioni con facce buffe e mostri. Ci è molto piaciuta l’idea dell’ignoranza come una brutta bestia perché sottintende l’immagine della cultura come qualcosa di bello, inoltre l’abbiamo presa come un invito rivolto a noi ragazzi a leggere di più per allargare i nostri orizzonti e ampliare le nostre conoscenze. Abbiamo poi realizzato alcuni poster incastrando tra loro i nomi di scrittori famosi (Dickens, Tolstoj, Verne, Dumas, Tolkien, ecc.) e titoli dei romanzi (“David Copperfield”, “Anna Karenina”, “Michele Strogoff”, “I tre moschettieri”, “Il Signore degli Anelli”, ecc.) Anche la vendita dei libri è stata un’esperienza positiva. Per andare incontro ai gusti di tutti c’erano testi per ogni età e per ogni esigenza: libri di Geronimo Stilton (autentico best-seller tra gli alunni della primaria!), libri di sport sulle squadre di calcio più amate, libri di narrativa per adolescenti come “3 metri sopra il cielo” e romanzi classici come “Oliver Twist” o “Il richiamo della foresta”. Nei due giorni della manifestazione tantissimi ragazzi sono venuti a vedere che libri c’erano e tanti di loro hanno acquistato dei libri. La cosa non poteva che farci piacere perché sappiamo quanto la lettura sia importante per la formazione dell’individuo (anche se purtroppo non tutti i nostri coetanei l’hanno capito). Molti di noi hanno poi partecipato al concorso artistico-letterario e al concorso fotografico e grazie ad Elena D’Apuzzo (vincitrice del premio letterario nella categoria “giovani”) e Antonio De Rosa (vincitore del premio fotografico ex aequo insieme al fratello) abbiamo potuto concludere questa bellissima manifestazione nel migliore dei modi. |
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